Testimonianze

Le voci di chi lo ha conosciuto e incontrato

Sono qui raccolte le sintesi di alcune videointerviste realizzate dalla Fondazione a numerose personalità che hanno conosciuto, incontrato e lavorato accanto a Carlo Maria Martini e altre testimonianze e ricordi raccolti dopo la sua morte.

Salvatore Natoli

Salvatore Natoli

Non faceva una proposta dottrinale del cristianesimo ma esperienziale, e tutta la sua predicazione
era così. Il modello era la lectio: prendere un passo del Vangelo e capire che cosa ci dice oggi. Non
c’era la necessità di un appello al dogma.

Antonio Mazzi

Antonio Mazzi

Il Martini biblico è stato quello che mi ha affascinato di più, per come sapeva con la sua intelligenza porgere la Bibbia in una maniera molto contemporanea, molto autentica e molto fresca.

Gabriele Albertini

Gabriele Albertini

La carità, nel senso inteso da Martini, non umilia ma solleva, trasforma un bisognoso in un soggetto di amore. È questo il senso della sua visione lucida e grandiosa della missione dell’uomo religioso

Damiano Modena

Damiano Modena

Martini mi ha insegnato la misericordia e l’umiltà. Non l’ho mai visto giudicare nessuno, e il non giudizio è misericordia, e non l’ho mai visto esprimere tutta la ricchezza che aveva dentro in modo ostentativo.

Silvia Giacomoni

Silvia Giacomoni

Sullo sguardo di Martini si potrebbero fare anche delle poesie. Ti guardava con una grande intensità e al tempo stesso con grande rispetto, ti prendeva dentro e ti faceva sentire accolto.

Enzo Bianchi

Enzo Bianchi

Avevo l’impressione di avere davanti un vescovo che era un vero e proprio padre della Chiesa. Vedevo in lui una voce della tradizione, della Chiesa dei padri, della Parola di Dio.

Luigi Melesi

Luigi Melesi

Quel giorno Martini disse al direttore del Carcere di San Vittore: “mi lasci entrare nelle celle, sono tutti uomini, sono tutti amici”. Mi commuoveva questa sua umanità nell’avvicinare anche delle persone che erano considerati dai tribunali colpevoli di reati.

Renato Corti

Renato Corti

Se devo usare una parola sintetica per dire che cosa è stato Martini per me, è stato un’ispirazione: la sua presenza, la sua parola e tutto quello che ha svolto. Ho sentito un senso di primavera per la vita della Chiesa a Milano attraverso di lui, ma anche per la Chiesa italiana.

Franco Giulio Brambilla

Franco Giulio Brambilla

A sette anni dall’inizio dell’episcopato scrive un testo che si chiama ‘Cento parole di comunione’: è il testo che io amo di più. A partire dalla parabola del seme Martini articola un discorso che è il roveto ardente della sua spiritualità: il seme e il terreno, la Parola e la coscienza. Questa è la modernità di Martini.

Massimo Cacciari

Massimo Cacciari

Martini osava, era un costante segno di contraddizione e di provocazione alla coscienza cristiana e a quella di tutti. La sua missione è in questo segno profetico-escatologico. Nessun tratto di arroganza, di supponenza, ma Martini era l’auctoritas, per come si presentava fisicamente e per quello che diceva.

Ferruccio De Bortoli

Ferruccio De Bortoli

Negli anni del terrorismo diede una voce ferma e sicura a una città paralizzata dalla paura che il terrore vincesse sullo Stato e sbigottita dalle tante zone grigie di coloro che non volevano stare né da una parte né dall’altra. La sua voce calma e rassicurante ha avuto la capacità di parlare anche al cuore.

Gustavo Zagrebelsky

Gustavo Zagrebelsky

Quest’uomo così austero partiva sempre dall’esperienza vissuta, il suo non era mai un gioco di idee o di teorie. Tutto scaturiva dal rapporto tra domande esistenziali e interrogazione di testi sacri, e questa è l’ermeneutica. Forse era questo il segreto del suo carisma.