Sono passati venticinque anni da quell’11 settembre 2001, divenuto preludio alla terza guerra mondiale a pezzi, come diceva papa Francesco, e spartiacque tra il mondo del secondo dopoguerra e quello attuale.
Pochi mesi dopo gli attentati, il 6 dicembre 2001, nel Discorso alla città alla vigilia di Sant’Ambrogio, il cardinale Martini volle condividere la sua riflessione sulla pace e sulla ferma intenzione che è necessaria per costruirla.
Partendo da un passo del Vangelo di Luca (13,1-5), Martini si interrogava sulle tragedie politiche del suo tempo e su una domanda che ancora oggi è molto urgente: come rispondere alla violenza e alle guerre che insanguinano il mondo?
Per Martini, la pace non poteva essere affidata soltanto alla fine dei conflitti. È necessario un cambiamento più profondo: delle relazioni tra i popoli, delle nostre società, del modo stesso di intendere la giustizia e il bene comune. La guerra, infatti, si combatte anche rimuovendo le condizioni che generano ingiustizia. E la pace può diventare duratura soltanto quando il bene ricercato è davvero il bene dell’umanità tutta, sotto ogni latitudine.
Quelle parole ci invitano ancora a non fermarci alla paura e alla reazione immediata alla violenza, ma a interrogarci sulle responsabilità che abbiamo nel costruire un mondo più giusto e, quindi, più pacifico.
Ascolta l’audio integrale del Discorso di Sant’Ambrogio del 2001
